
Sheitan di Kim Chapiron
Finalmente! Finalmente uno slasher che non si vergogna del suo genere d’origine. E’ la’ che sembra dire “Si sono un cazzo di film in cui ci si aspetta di vedere morti assurde di un teenager (m/f) dopo l’altro, delle tette e possibilmente un maniaco deforme come digestivo, grazie” e poi “Se conosco Halloween? Chi non lo conosce, poi me l’ha presentato un certo tipo dal Texas”, e dice tutto questo senza paura, e cio’ e’ buono e lodevole.
Forse serviva un regista europeo (francese) per dare la sveglia alle mille produzioni americane che ogni estate - e sporadicamente nelle altre stagioni - invadono i cinema. Basta remake di remake di sequel. E non ce l’ho assolutamente col Rob Zombie di turno, che per fortuna con un coraggio non indifferente ha pensato di rifare proprio il Carpenter delle origini (dopo i 2 film con cui ha esordito penso potrei perdonargli tutto), ma con molti altri registi fotocopia che sviliscono un genere che puo’ ancora divertire. E non poco.
Il filo narrativo non puo’ deviare di molto, questo e’ genetico, ma se non possiamo rivoluzionare nulla, perlomeno proviamo a prendere coscenza dei meccanismi gia’ oliati e farli andare a mille.
Adolescenti M senza cervello: check!
Adolescenti F un po’ troiette: check!
Luogo ameno con popolazione inquietante: check check check!
Non c’e’ faccia di cuoio ma c’e’ Cassel che fa il contadino bifolco maniaco pazzo. E gli riesce meglio di molti altri ruoli (riflettiamo!). L’automobile fa solo finta di non accendersi, e prende in giro chi gia’ pensava alla solita soluzione ritrita. E il regista forse prende in giro proprio noi. E la scena del sogno nel sogno funziona bene come recentemente solo in The Descent.
Non so voi, mi ripetero’ ma mi sono proprio divertito in questa ora e mezza, e ultimamente non mi capitava spesso.