film, e poi?
13 Jan 08
Lust, caution (2007) di Ang LeeSontuoso drammone storico (ma anche spy story) che riporta nuovamente alla ribalta uno dei miei registi preferiti (anche se devo ancora trovare il tempo di vedere Brokeback Mountain). Sceneggiatura solida, ha dei momenti un po’ meno brillanti, ma l’insieme e’ amalgamato cosi’ bene che passano assolutamente in secondo piano. Incredibili le interpretazioni di un sempre in forma Tony Leung ma soprattutto della scoperta Wei Tang (teniamola d’occhio). L’insieme e’ una gioia per gli occhi, fotografia da urlo al servizio di un’estetica delicata che non perde mai di vista la componente umana anche quando affronta avvenimenti storici di grande portata come la II Guerra Mondiale. Pur durando piu’ di 150 minuti riesce a reggere sempre il ritmo, combinando una parte  introduttiva lenta ma tecnicamente ineccepibile con una successiva piu’ intensa che porta ad un finale che convince: facendo leva soprattutto sulla caratterizzazione del personaggio femminile principale, lo spettatore senza accorgersene resta all’oscuro dei suoi reali sentimenti fino alla soluzione finale.E pensare che c’era chi ne parlava solo per le scene di sesso…

Lust, caution (2007) di Ang Lee

Sontuoso drammone storico (ma anche spy story) che riporta nuovamente alla ribalta uno dei miei registi preferiti (anche se devo ancora trovare il tempo di vedere Brokeback Mountain). Sceneggiatura solida, ha dei momenti un po’ meno brillanti, ma l’insieme e’ amalgamato cosi’ bene che passano assolutamente in secondo piano. Incredibili le interpretazioni di un sempre in forma Tony Leung ma soprattutto della scoperta Wei Tang (teniamola d’occhio). L’insieme e’ una gioia per gli occhi, fotografia da urlo al servizio di un’estetica delicata che non perde mai di vista la componente umana anche quando affronta avvenimenti storici di grande portata come la II Guerra Mondiale. Pur durando piu’ di 150 minuti riesce a reggere sempre il ritmo, combinando una parteĀ  introduttiva lenta ma tecnicamente ineccepibile con una successiva piu’ intensa che porta ad un finale che convince: facendo leva soprattutto sulla caratterizzazione del personaggio femminile principale, lo spettatore senza accorgersene resta all’oscuro dei suoi reali sentimenti fino alla soluzione finale.

E pensare che c’era chi ne parlava solo per le scene di sesso…