film, e poi?
13 Jan 08
Terrifying Girls’ High School: Lynch Law Classroom (1973) di Norifumi SuzukiRipolverando i dvd ho ripescato questo simpatico filmetto che faceva compagnia alla mai dimenticata quadrilogia di Female Prisoner Scorpion. Mi aspettavo qualcosa di abbastanza stiloso, anche se sapevo non avrebbe potuto raggiungere i picchi di molte scene nei 4 piccoli capolavori con Meiko Kaji, invece mi sono dovuto accontentare di un rappresentante un po’ piu’ in basso della categoria pinku. Mentre la’ l’ambientazione particolare era solo una partenza e quasi prestesto per proporre esperimenti filmici e trovate geniali senza il bavaglio che la cinematografia classica pone, qui questa spinta innovativa viene un po’ dimenticata dopo la fantastica parte iniziale che di sicuro non manca tra gli appunti di Tarantino e compagni bella. Il resto del film fa il suo dovere senza stupire, diverte con qualche momento ironico che pero’ ha solo l’ambizione di una velata critica sociale che invece di solito e’ struttura portante di un genre leggero solo all’apparenza. Naturalmente non possono mancare le tette e i personaggi assurdi si sprecano, a partire dal giornalista macho che viaggia perennemente con una mazzetta di banconote da 10.000 yen in mano (per corrompere/oliare la burocrazia) e la sigaretta di sghebo in bocca. 

Terrifying Girls’ High School: Lynch Law Classroom (1973) di Norifumi Suzuki

Ripolverando i dvd ho ripescato questo simpatico filmetto che faceva compagnia alla mai dimenticata quadrilogia di Female Prisoner Scorpion. Mi aspettavo qualcosa di abbastanza stiloso, anche se sapevo non avrebbe potuto raggiungere i picchi di molte scene nei 4 piccoli capolavori con Meiko Kaji, invece mi sono dovuto accontentare di un rappresentante un po’ piu’ in basso della categoria pinku. Mentre la’ l’ambientazione particolare era solo una partenza e quasi prestesto per proporre esperimenti filmici e trovate geniali senza il bavaglio che la cinematografia classica pone, qui questa spinta innovativa viene un po’ dimenticata dopo la fantastica parte iniziale che di sicuro non manca tra gli appunti di Tarantino e compagni bella. Il resto del film fa il suo dovere senza stupire, diverte con qualche momento ironico che pero’ ha solo l’ambizione di una velata critica sociale che invece di solito e’ struttura portante di un genre leggero solo all’apparenza. Naturalmente non possono mancare le tette e i personaggi assurdi si sprecano, a partire dal giornalista macho che viaggia perennemente con una mazzetta di banconote da 10.000 yen in mano (per corrompere/oliare la burocrazia) e la sigaretta di sghebo in bocca.