film, e poi?
19 Jan 08
Reign over me (2007) di Mike BinderMi metto a guardarlo soprattutto ripensando alla performance di Adam Sandler in Punch Drunk Love e sperando che un attore capace di una tale interpretazione non possa propinarci poi solo insipide commedie e poco altro… e fortunatamente non mi sono sbagliato.In un film che sembra costruito intorno alla sua presenza surreale ed emozionante, il regista riesce a costruire piu’ con il non detto che con le spiegazioni dettagliate un rapporto di amicizia tra due uomini che, per motivi completamente diversi, si trovano in un momento difficile difficile della vita. La citta di NY fa il resto, ponendosi come cornice perfetta per certe sequenze memorabili (a volte forse con qualche autocompiacento di troppo, ma perdonabile), costruite geometricamente e accompagnate da una colonna sonora azzeccata. Avendo visto la versione doppiata, nutro qualche dubbio sull’adattamento di alcuni scambi, che mi sembrano troppo distanti dal tono generale della sequenza, ma comunque almeno un paio di battute non possono che far sorridere. E la tirata finale di Sandler ai genitori dell’amata moglie morta non e’ il pezzo di bravura che l’attorone inserisce per darsi un tono (vd. Sharon Stone in Alpha Dog), ma un vero Pezzo di Bravura DOC, che riesce a commuovere con la sua naturalezza, e per come viene interpretato, detto come se stesse rinunciandoci dopo ogni frase ma concluso sulla spinta della pura sincerita’.Charlie: Are you a faggot?.Alan: Don’t say faggot, you just don’t call people faggot that’s rude.Charlie: To a gay guy it is, to you it’s just a funny word like poundcake or pickle… You really need some Mel Brooks.Charlie: [ordering tickets] Take one adult and one faggot. 

Reign over me (2007) di Mike Binder

Mi metto a guardarlo soprattutto ripensando alla performance di Adam Sandler in Punch Drunk Love e sperando che un attore capace di una tale interpretazione non possa propinarci poi solo insipide commedie e poco altro… e fortunatamente non mi sono sbagliato.

In un film che sembra costruito intorno alla sua presenza surreale ed emozionante, il regista riesce a costruire piu’ con il non detto che con le spiegazioni dettagliate un rapporto di amicizia tra due uomini che, per motivi completamente diversi, si trovano in un momento difficile difficile della vita. La citta di NY fa il resto, ponendosi come cornice perfetta per certe sequenze memorabili (a volte forse con qualche autocompiacento di troppo, ma perdonabile), costruite geometricamente e accompagnate da una colonna sonora azzeccata. Avendo visto la versione doppiata, nutro qualche dubbio sull’adattamento di alcuni scambi, che mi sembrano troppo distanti dal tono generale della sequenza, ma comunque almeno un paio di battute non possono che far sorridere. E la tirata finale di Sandler ai genitori dell’amata moglie morta non e’ il pezzo di bravura che l’attorone inserisce per darsi un tono (vd. Sharon Stone in Alpha Dog), ma un vero Pezzo di Bravura DOC, che riesce a commuovere con la sua naturalezza, e per come viene interpretato, detto come se stesse rinunciandoci dopo ogni frase ma concluso sulla spinta della pura sincerita’.

Charlie: Are you a faggot?.
Alan: Don’t say faggot, you just don’t call people faggot that’s rude.
Charlie: To a gay guy it is, to you it’s just a funny word like poundcake or pickle… You really need some Mel Brooks.
Charlie: [ordering tickets] Take one adult and one faggot.