
I am Legend (2007) di Francis Lawrence
Quando un film di questo genere ti diverte senza farti pensare piu’ di tanto alle magagne che (senza dubbio) puo’ avere, per me ha colpito nel segno. Il tempo che ho passato seduto al cinema guardando un Will Smith al limite della pazzia psicotica aggirarsi per la citta’ deserta e pericolosa non me lo sono sentito rubato come da altri blockbuster visti in modalita’ popcorn e cocazza. Sara’ il ritmo apparentemente calmo ma incalzante, sara’ la riuscita caratterizzazione di Robert Neville, oppure forse la quasi totale assenza di accompagnamento musicale (tranne i brani dell’onnipresente ipod del protagonista). Fatto sta che che uno dei punti piu’ discussi non e’ a mio parere un problema, anzi il percorso psicologico del personaggio mi e’ sembrato assolutamente non forzato, al contrario apprezzabile per coerenza rispetto ad una possibile versione spacco-tutto-sbrang-Michael-Bay (brrr rabbrividisco a pensare che per un certo periodo il tamarro e’ stato in lizza per la regia… con Schwarzy nel ruolo principale O_O ). E questo mi fa chiudere un occhio sui mostroni in CGI eccessivi, su qualche buchetto non grave di trama e sulla sostanziale modifica del messaggio/struttura del racconto originale.
Il momento piu’ memorabile pero’ e’ stato dopo i titoli di coda. Mentre uscivo dalla sala ho assistito orripilato alla scenda di un tipo che parlottava con i suoi amici, producendo con convinzione ed erudizione questa chicca: “Si dai, era quello… quello la’, quello che faceva il telefilm…. si… mmm… come si chiamava… Il Principe di Beler! Ahah che forte”. No comment.