film, e poi?
27 Jan 08
The Girl Who Leapt Through Time (2006) di Mamoru HosodaBella favola moderna incentrata sui viaggi nel tempo e le loro conseguenze, punta sulla formazione dei personaggi, messi di fronte a scelte etiche non semplici a casa dei continui salti temporali che la protagonista esegue con molta semplicita’ (inizialmente con modalita’ sempre piu’ divertenti, ricordando un po’ il Bill Murray di Ricomincio da capo). Partendo da un canovaccio tipico dell’animazione jappo, quello delle avventure sentimentali tra i banchi di scuola, il film riesce ad inserire tematiche piu’ complesse senza appesantire troppo la narrazione e mantendendo sempre alto l’interesse per la storia, ma soprattutto costruendo attorno a dei rapporti verosimili e mai eccessivamente romantici, rischio che spesso si corre quando si inseriscono divise e campanelle scolastiche. Completa il tutto un disegno piacevole e pulito, non memorabile ma che comunque fa il suo lavoro e spicca nella caratterizzazione del trio centrale ma anche di alcuni scorci urbani del sol levante, visti in questo caso sempre accoglienti e caldi anche grazie ad un sapiente uso del colore.

The Girl Who Leapt Through Time (2006) di Mamoru Hosoda

Bella favola moderna incentrata sui viaggi nel tempo e le loro conseguenze, punta sulla formazione dei personaggi, messi di fronte a scelte etiche non semplici a casa dei continui salti temporali che la protagonista esegue con molta semplicita’ (inizialmente con modalita’ sempre piu’ divertenti, ricordando un po’ il Bill Murray di Ricomincio da capo).

Partendo da un canovaccio tipico dell’animazione jappo, quello delle avventure sentimentali tra i banchi di scuola, il film riesce ad inserire tematiche piu’ complesse senza appesantire troppo la narrazione e mantendendo sempre alto l’interesse per la storia, ma soprattutto costruendo attorno a dei rapporti verosimili e mai eccessivamente romantici, rischio che spesso si corre quando si inseriscono divise e campanelle scolastiche. Completa il tutto un disegno piacevole e pulito, non memorabile ma che comunque fa il suo lavoro e spicca nella caratterizzazione del trio centrale ma anche di alcuni scorci urbani del sol levante, visti in questo caso sempre accoglienti e caldi anche grazie ad un sapiente uso del colore.