film, e poi?
30 Jan 08
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (2007) di Cristian MungiuVista la disastrosa distribuzione italiana del film, sono riuscito solo ora a vederlo in DVD. Ed e’ un peccato, perche’ questo e’ un grande film. Per vari motivi. E sono tutti cosi’ ben amalgamati che e’ un piacere.I dialoghi fitti fitti non sbagliano un colpo. I personaggi ti mettono nei loro panni senza nessuna forzatura. Nemmeno te ne accorgi che sei gia’ a meta’ del film, con le mani strette per la tensione di cio’ che si nasconde nell’ombra delle poco illuminate strade di Bucarest. E poi c’e’ il dialogo/monologo del dottore nell’hotel; assistiamo ad una battaglia verbale senza scrupoli, la sua acuta logica cozza contro la drammatica contingenza del dramma personale della ragazza, e la conclusione secca, fatta di non visto, lascia desolati e increduli. Quello del film e’ un mondo di vittime, donne e uomini calpestati, schiacciati e sballottati da meccanismi sociali che non perdonano. L’amicizia, la morale, l’amore sono come pietruzze cancellate dallo schiacciassassi della realta’ caotica e distruttrice, nessuno ne e’ escluso. E quando la protagonista abbassa la testa, ascoltando le acide riflessioni falsamente intellettuali alla cena della famiglia del fidanzato, non si puo’ che stringersi tra un amaro sorriso e la tristezza, inermi come lei.

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (2007) di Cristian Mungiu

Vista la disastrosa distribuzione italiana del film, sono riuscito solo ora a vederlo in DVD. Ed e’ un peccato, perche’ questo e’ un grande film. Per vari motivi. E sono tutti cosi’ ben amalgamati che e’ un piacere.

I dialoghi fitti fitti non sbagliano un colpo. I personaggi ti mettono nei loro panni senza nessuna forzatura. Nemmeno te ne accorgi che sei gia’ a meta’ del film, con le mani strette per la tensione di cio’ che si nasconde nell’ombra delle poco illuminate strade di Bucarest. E poi c’e’ il dialogo/monologo del dottore nell’hotel; assistiamo ad una battaglia verbale senza scrupoli, la sua acuta logica cozza contro la drammatica contingenza del dramma personale della ragazza, e la conclusione secca, fatta di non visto, lascia desolati e increduli. Quello del film e’ un mondo di vittime, donne e uomini calpestati, schiacciati e sballottati da meccanismi sociali che non perdonano. L’amicizia, la morale, l’amore sono come pietruzze cancellate dallo schiacciassassi della realta’ caotica e distruttrice, nessuno ne e’ escluso. E quando la protagonista abbassa la testa, ascoltando le acide riflessioni falsamente intellettuali alla cena della famiglia del fidanzato, non si puo’ che stringersi tra un amaro sorriso e la tristezza, inermi come lei.