film, e poi?
30 Jan 08
Cashback (2006) di Sean EllisIl regista Sean Ellis ricama con pazienza e classe un film attorno al fantastico nocciolo del cortometraggio omonimo gia’ nominato agli Oscar. E non sbaglia poi molto. Prendendo spunto dalle geniali idee contenuto in quest’ultimo (un commesso di supermarket del turno di notte che gioca con il tempo per superare l’insonnia), espande quanto basta la storia per dare un contesto piu’ sensato a sequenze che nel format iniziale potevano prendersi certe liberta’ narrative per motivi di minutaggio (e probabilmente di budget). E non si ferma qui, perche’, aiutato anche dall’apparentemente anacronistica scelta di non utilizzare la grafica al computer per nessuna delle articolate scene, ottiene un risultato altamente artistico e che non si dimentica. I passaggi da presente a passato sono quindi tutti fatti con lenti e telecamere, cosi’ come le sequenze piu’ oniriche. Questo “trucco” aiuta a non farle mai risultare qualcosa di gia’ visto, ma anzi permette di raggiungere picchi di liricita’ notevoli, e non solo nelle poche sequenze originali.Una piccola chicca che gode del fatto di esserlo, infatti la liberta’ garantita dalla notorieta’ post oscar e dal piccolo budget ha permesso alcune scelte che a mia opinione investitori piu’ grossi avrebbero un po’ precluso per ragioni pseudo commericiali. Infatti qualcuno sicuramente critichera’ l’uso del nudo in alcune scene, ma mi sento di difenderlo (quasi) del tutto, dato che non e’ mai gratuito (a differenza delle copertine di Panorama). E’ quasi come dire che la violenza in Fight Club e’ eccessiva… se non serve a portare avanti la storia la’, dove altrimenti?Comunque sia, promosso senza riserve, e se avete fretta guardatevi il cortometraggio

Cashback (2006) di Sean Ellis

Il regista Sean Ellis ricama con pazienza e classe un film attorno al fantastico nocciolo del cortometraggio omonimo gia’ nominato agli Oscar. E non sbaglia poi molto. Prendendo spunto dalle geniali idee contenuto in quest’ultimo (un commesso di supermarket del turno di notte che gioca con il tempo per superare l’insonnia), espande quanto basta la storia per dare un contesto piu’ sensato a sequenze che nel format iniziale potevano prendersi certe liberta’ narrative per motivi di minutaggio (e probabilmente di budget). E non si ferma qui, perche’, aiutato anche dall’apparentemente anacronistica scelta di non utilizzare la grafica al computer per nessuna delle articolate scene, ottiene un risultato altamente artistico e che non si dimentica. I passaggi da presente a passato sono quindi tutti fatti con lenti e telecamere, cosi’ come le sequenze piu’ oniriche. Questo “trucco” aiuta a non farle mai risultare qualcosa di gia’ visto, ma anzi permette di raggiungere picchi di liricita’ notevoli, e non solo nelle poche sequenze originali.

Una piccola chicca che gode del fatto di esserlo, infatti la liberta’ garantita dalla notorieta’ post oscar e dal piccolo budget ha permesso alcune scelte che a mia opinione investitori piu’ grossi avrebbero un po’ precluso per ragioni pseudo commericiali. Infatti qualcuno sicuramente critichera’ l’uso del nudo in alcune scene, ma mi sento di difenderlo (quasi) del tutto, dato che non e’ mai gratuito (a differenza delle copertine di Panorama). E’ quasi come dire che la violenza in Fight Club e’ eccessiva… se non serve a portare avanti la storia la’, dove altrimenti?

Comunque sia, promosso senza riserve, e se avete fretta guardatevi il cortometraggio